Un Rote* di Amore – Carlo B.

*R.O.T.E= termine creato da Robert Monroe che significa una sorta di palla di pensieri ed idee condensate che viene trasferita da un'anima all'altra. (Related Organized Thought Energy).

Volo in alto ad una cinquantina di metri…c’è un cambio di livello del sogno…esco da una specie di struttura di vetro e metallo…esco dal lucido e rimango per qualche secondo sospeso nel vuoto.

Mi materializzo in casa, nella mia stanza da letto.

La mia consapevolezza è altissima, sono fuori dal corpo e l’ambiente pulsa di vita ed energia.
La mia stanza è perfettamente reale, niente cambia e le cose sono tutte al loro posto.
“Voglio sapere se c’è qualcuno nella stanza”, affermo a voce.

Poco dopo dal corridoio sento delle voci di bimbi…ma sono…i miei figli!
Arriva A. (due anni) e mi prende la mano, mi tira verso il salotto, vuole giocare.

Mi sposto nel salotto e arriva anche mia figlia I. (di sei anni)!
Mi sorridono, mi chiedono di giocare, ci sono tanti giochi da aprire, quelli di natale.

C’è anche uno strano tipo paffuto che guarda la TV da vicino, come addormentato, ma lo lascio perdere perché non ho nessun interesse a svegliarlo.
“Bimbi ora non posso giocare, devo fare delle altre cose adesso!”, dico loro. Torno nella stanza da letto, e chiedo:
“…voglio sapere se c’è qualcun altro nella stanza!”, affermo con decisione. Mi guardo intorno e dopo qualche secondo vedo qualcosa che si nasconde dietro la tenda…

…vedo un essere avvolto nella tenda trasparente, come fosse un sudario. Comprendo subito che può trattarsi di un disincarnato, ho notato che spesso si mostrano coperti in quel modo. Mi avvicino, è alto circa un metro e mezzo, capelli ricci bianchi sporchissimi e scomposti. Un uomo sui 50 anni, praticamente nudo e con testa e labbra grosse e collo robusto e piuttosto grassoccio. Percepisco una emanazione di tristezza infinita…
Il suo volto grigio mi scruta senza entusiasmo, come se volesse farsi notare per la sua condizione miserabile.
“Come ti chiami?”, gli dico ma lui mi guarda come se volesse comunicarmi che ciò non ha nessuna importanza.
“Almeno dimmi quanti anni hai?…”
L’essere scosta la tenda e mi invia finalmente una risposta telepatica:”ho 2 anni”. Gli invio un rote di amore e compassione e la sua forma lentamente cambia…
Si materializza un bimbo bellissimo con capelli corti castani lisci, occhi scuri e corpo esile, luminoso. Il bimbo è talmente reale che lo accarezzo sul volto per vedere la sua consistenza. Il viso è tondo, stabile e denso esattamente come nella fisicità. Mi arriva una informazione telepatica con un nome:”lui è Mario”. Poi l’essere ritorna nella forma precedente.

Devo aiutarlo in qualche modo. Lo abbraccio nonostante le sue apparenze repellenti, poi gli dico telepaticamente:
“Ora fermati così, ti invio la mia energia!”, e mi concentro con tutte le mie forze su di lui…
Gli invio un rote di amore e compassione, coraggio e amicizia, che arriva sotto forma di ondate di energia luminosa.

L’essere sembra trasformarsi ancora, il suo corpo sta…ringiovanendo velocemente…i capelli diventano bellissimi riccioli neri e il colore del volto appare ora di un rosa chiaro, più umano. Ora ha un vestito nero che lo copre interamente fino al collo.
L’essere fa un passo indietro, mi sorride con gioia, ha completamente cambiato il suo aspetto e la sua espressione. Fluttua in aria fuori dalla finestra trapassandola facilmente…e dietro di lui scorgo un ambiente nuovo…che mi ricorda un ospedale…

Mi saluta gentilmente e io ricambio. Scompare in aria.

Carlo Bascelli

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