Uscita indiretta o tramite Sogno lucido

Cosa è il sogno?

Da Wikipedia il sogno è “un fenomeno psichico legato al sonno, in particolare alla fase REM,  caratterizzato dalla percezione di immagini e suoni riconosciuti come apparentemente reali dal soggetto sognante”.

Tutti sappiamo cosa rappresentano i sogni  per noi e l’importanza che rivestono per i messaggi che il nostro subconscio ci trasmette tramite di essi ma non è questo l’argomento che vogliamo analizzare ma ci interessa  l’altro lato della medaglia, quello più scomodo.

I nostri sogni sono la proiezione olografica di un flusso di pensieri continuo e meccanico in cui non interviene in alcun modo la nostra capacità critica: desideri repressi, ricordi, immagini, paure. Tutto questo processo avviene in maniera automatica e noi siamo dei semplici spettatori e nel migliore dei casi interveniamo con dei comportamenti associativi automatici. Difficilmente ci rendiamo conto di sognare perché la nostra capacità critica è pari a zero!

Quanto è possibile intervenire e far si che i nostri sogni diventino lucidi?

Occorre partire qui, dal concreto ponendo la base del nostro lavoro sulla nostra vita quotidiana perchè tutto quello che facciamo nella realtà fisica  ha delle ripercussioni nel mondo astrale.

Le nostre azioni ripetute  più o meno consapevolmente, ad intervalli di tempo regolari, oppure in orari di tempo ben precisi ,  diventano delle abitudini; ad esempio quante volte ci capita di svegliarci qualche minuto prima che suoni la sveglia?

Il punto che più ci interessa per ottenere i sogni lucidi è la “ripetizione” poiché la nostra parte cosciente può riprogrammare l’inconscio a reiterare una azione con delle piccole forzature.

La tecnica parte da un punto fondamentale che è l’auto-osservazione. Auto-osservarsi significa porre l’attenzione dentro di noi, vedere con chiarezza quale sono i nostri processi emozionali in relazione a quello che accade esternamente. Cerchiamo di osservare in qualsiasi circostanza esterna quali pensieri ed emozioni stiamo provando e quale reazione dentro di noi sta scaturendo. Quanto questa reazione è meccanica?

Occorre spezzare questa catena di pensieri associativi, la cosiddetta chiacchiera interiore quotidiana per aumentare la nostra coscienza critica

Espongo la tecnica dell’auto-osservazione in breve suddividendola in 4 punti fondamentali

1- Autoricordo

La prima cosa da fare è l’auto-ricordo –  devo provocare uno SHOCK dentro di me il più volte possibile durante la giornata che mi riporti a “me stesso” nell’attimo” , nel momento presente. Significa entrare in uno stato di coscienza differente nel quale siamo presenti a noi stessi, quello che Gurdjeff chiama: il “Ricordo di se”.

Il lavoro va svolto nell’attimo presente nel “qui ed ora” non dobbiamo pensare a nulla che riguardi il futuro o il passato. Noi siamo qui, in questo istante!
Questo shock è magico ed è la chiave di volta del risveglio interiore!

2 – Osservazione dell’ambiente circostante

Dove siamo? L’ambiente ci è familiare? C’è qualcosa di anomalo? Le persone che vediamo appartengono al nostro presente? Al passato? Sono persone che non vediamo da tempo? Sono persone defunte? dischi volanti? , strani  oggetti? animali giganti o insoliti? . La nostra mente ed il nostro atteggiamento deve essere critico ed investigativo per verificare se c’è la possibilità che stiamo sognando

3 – Osservazione di cosa stiamo facendo?

Cosa stiamo facendo? Possiamo trovarci a fare qualcosa di strano o insolito. Per questo dobbiamo chiederci: siamo seduti? Stiamo parlando con qualcuno? Non dobbiamo dare nulla per scontato: nei sogni spesso facciamo cose insolite e non ci chiediamo mai il perché.

4 – Saltino o altro Reality test (test di realtà)

Questo passo è molto importante per ottenere una esperienza di OOBE in seguito al sogno lucido. Una volta che ci rendiamo conto di sognare la nostra coscienza ancora non è sveglia del tutto ed è facile ricadere nel sogno basta reimmedesimarsi . Il teatrino del nostro ologramma è ancora vivo, ci sono ancora tutti i nostri personaggi e le ambientazioni e sappiamo che nel sogno lucido possiamo pilotarlo ma non è questo il nostro obiettivo ! E’ necessario che cali del tutto il sipario per affacciarci alla realtà del mondo astrale. Come fare? Per far si che questo avvenga ci sono svariate tecniche (allungamento dita, guardarsi le mani,  attraversare il palmo della mano con l’indice, respirare col naso tappato,  provare ad accendere luce con interruttori etc), per approfondimento leggi qualcosa o cerca su google “reality test” di Laberge. Ma  la più efficace è quella del” saltino” poiché in astrale le leggi della fisica funzionano in maniera diversa. Questo mondo è meno materiale e non esiste quasi la gravità. Se spicchiamo un saltino con l’intenzione di volare ricadremo molto più lentamente, è come se ci trovassimo dentro l’acqua, questo provocherà in noi il giusto shock che ci fa risvegliare! Dove ci ritroveremo? In genere ma non necessariamente in prossimità del nostro corpo fisico che dorme.

Ricapitolando questa tecnica è composta di 4 fasi che dobbiamo cercare di realizzare durante la giornata, durante le nostre attività quotidiane: ricordiamoci di noi, osserviamo quello che ci circonda e quello che stiamo pensando e facendo. Spicchiamo il saltino sempre, anche se siamo convinti di stare nel corpo fisico!   Non importa quello che gli altri pensano di noi, se ne vede di gente che fa cose assurde in giro per le strade o magari facciamolo quando nessuno ci guarda, le occasioni per poterlo fare sono innumerevoli durante la giornata.

I risultati sono immediati ma dipende dalla nostra volontà; cosi come ci abitueremo all’autoosservazione  ed al saltino allo stesso modo questa abitudine si ripeterà nei nostri sogni ed in breve ci ritroveremo a svolazzare. Questa pratica va svolta più volte possibile, tutte le volte che ci ricordiamo di noi stessi : è importante cogliere l’attimo

Concludo con una citazione di Eckart Tolle

“Quando presti più attenzione a quello che fai che al risultato futuro che vuoi raggiungere con esso, rompi il vecchio condizionamento dell’ego. Quindi sei non solo più efficace, ma infinitamente più felice e soddisfatto. “Fai una cosa alla volta”, così è come un maestro Zen definì l’essenza dello Zen. Fare una cosa alla volta significa essere totale in quello che fai, prestargli tutta la tua attenzione. Questa è azione resa, azione potente”

Buon viaggio!!
Micky Bizzarri

 

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